Karen Mulder è uno dei volti che hanno definito l’era delle supermodelle degli anni ’90. È nata il 1° giugno a Vlaardingen, nei Paesi Bassi, ed è cresciuta lontano dal glamour di Parigi e Milano. Il suo anno di nascita viene indicato come 1968, 1969 o 1970 a seconda della fonte, ma il 1969 è quello citato più frequentemente.
Mulder non aveva mai pianificato di diventare una modella. Da adolescente portava l’apparecchio per i denti e aveva scartato l’idea quando vide una pubblicità per un concorso di Elite Model Management. Un’amica la iscrisse di nascosto e, nel 1985, partecipò al concorso Elite Look of the Year, classificandosi seconda. Quel risultato portò Elite Paris a scritturarla e, nel giro di un paio d’anni, la sua carriera decollò.
Già al secondo anno sulle passerelle lavorava per Valentino, Yves Saint Laurent, Lanvin, Christian Lacroix, Versace e Giorgio Armani. In seguito apparve sulle copertine di British Vogue, Spanish Vogue e molte altre riviste. Divenne il volto di una campagna Nivea e le fu persino dedicata una bambola con le sue sembianze. La bambola faceva parte di una linea Hasbro che comprendeva anche altre modelle di punta dell’epoca. Persino un tulipano venne chiamato con il suo nome.

Nel 1992 Mulder firmò un contratto con Victoria’s Secret, diventando uno dei primi volti celebri del marchio. Nel 1997 e nel 1998 apparve nell’edizione Sports Illustrated Swimsuit Issue. Era inoltre conosciuta per i suoi sorprendenti capelli biondi e i suoi occhi grigio-azzurri chiari, e parlava diverse lingue, tra cui olandese, inglese e francese.
Dietro le quinte, però, la sua vita stava diventando sempre più difficile. Nel 2000 si allontanò dal mondo della moda. Nell’ottobre del 2001 apparve nel talk show francese Tout le monde en parle, dove rivolse accuse profondamente inquietanti contro diverse persone e istituzioni in Francia, compresa la sua ex agenzia. Il segmento non venne mai trasmesso e, secondo quanto riferito, la registrazione fu cancellata. Le sue accuse non furono mai confermate e la sua famiglia dichiarò che stava affrontando gravi problemi personali.

Nel dicembre del 2002, dopo anni di lotta contro la depressione, venne ricoverata in ospedale in seguito a un tentativo di suicidio. Sopravvisse e gradualmente ricostruì la propria vita. Se questa parte della sua storia ti tocca personalmente, sappi che esiste aiuto e che rivolgersi a una persona di fiducia o a un servizio locale di crisi può fare la differenza.
La musica divenne uno dei suoi strumenti di espressione. Nel 2002, la sua cover in francese di “I Am What I Am” entrò nelle classifiche francesi e, nel 2004, pubblicò un album omonimo, realizzato insieme a Daniel Chenevez del gruppo Niagara. Recitò anche, apparendo nel film francese Un vol, la nuit. Sua sorella minore, Saskia Mulder, è un’attrice conosciuta per The Beach e The Descent.
Nel 2006 Mulder diede alla luce una figlia. Nel luglio 2007 fece un acclamato ritorno in passerella durante la sfilata Dior Haute Couture a Parigi, dove sfilò accanto ad altre icone come Naomi Campbell, Linda Evangelista, Helena Christensen, Amber Valletta, Shalom Harlow e Stella Tennant. Fu un momento potente per una modella che era rimasta lontana dalle passerelle per anni.
Oggi Karen Mulder vive a Parigi e conduce una vita privata, in gran parte lontana dal mondo della moda e dall’attenzione del pubblico. La sua storia rimane un potente promemoria sia del glamour sia delle pressioni dell’era delle supermodelle, e della resilienza necessaria per andare oltre queste esperienze.
